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September 29 Hackerina's NotebookSetteOttobreDuemilanove
"Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te. Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza, percorreremo assieme le vie che portano all'essenza. I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi, la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi. Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto. Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. Ti salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te... io sì, che avrò cura di te" Battiato
UnoOttobreDuemilanove
"Per un sorso di opportunità quanto hai rinunciato, per un brivido di vanità quanto hai già tradito. Basta un solo attimo a contrarre la viltà, basta fare finta che si chiami liberà. BATTITI!" Sempre i mitici Subsonica che rimbombano nella mia testa e mi ritrovo qui a pensare un po' ai miei compagni d'aula
si oggi non ci definirei tanto una classe forse perchè è cambiato il mio modo di vedere la maggior parte di loro, forse perchè mi sono stufata di vedere le mie cose spostate e nascoste in giro da dei bambini viziati. Grrr che nervi!
VentinoveSettembreDuemilanove
E' una sensazione strana, di assoluta felicità, puro amore quello che respiro nell'aria. Non faccio altro che vagare per la casa canticchiando un assurdo motivetto, quello del mio cuore che batte a ritmo col tuo, del tuo respiro intrecciato al mio, di un qualcosa che sa di Noi. Finalmente mi rendo conto di cosa vuol dire per la prima volta sentirsi "completi". E vi posso giurare che è la cosa più bella del mondo! Per questo io t i a m o davvero mio menestrello!
Five years ago i met you. Five years ago i started to live.
09:50* La tracolla mi sta distruggendo la spalla destra ma faccio finta di niente, la Alex al mio fianco mi preme la mano attorno all'avanbraccio impedendo alla circolazione di fare il proprio corso "Classe Ie: Batacchi, Cappelletti..." inizia l'appello la preside dal suo metro e cinquanta scarso. I miei futuri compagni di classe al sentire del proprio nome scattano dietro la nuova professoressa ed io dopo poco li imito. Mi attardo sulle scale a parlare con la Sara che già si lamenta di non essere stata messa in classe con me ed Alex, così mi perdo la scelta del banco. Quando entro mi sento crollare, non c'è più un posto da due libero solo due posti liberi, uno in primo banco, uno in fondo; Alex non mi concede il beneficio del dubbio e scatta subito verso l'ultimo banco, così rassegnata mi siedo vicino ad una ragazzina appiattita contro il muro come a volercisi fondere. Appena sente la sedia muoversi alza il viso verso di me scostando i capelli che la coprivano "Piacere, Michela" io le sorrido d'istinto e le dico il mio nome. Poi la prof. inizia a fare di nuovo l'appello ed io mi giro alla ricerca dello sguardo amico della Alex, trovandola però già intenta nei pettegolezzi con la sua nuova compagna di banco. "Ehi, come hai detto che ti chiami scusa?" le chiedo di nuovo, lei mi guarda con un enorme punto interrogativo sulla fronte "Michela" ripete ed io provo questa volta a tenerlo a mente. Lei conosce già i ragazzi seduti dietro di noi, scherziamo ridiamo insieme e iniziamo già a conoscerci un po', loro non si presentano ma deduco da come li chiama lei che uno dei due ( quello smilzo e pieno di lentiggini) si chiama Ennio, mentre l'altro (quello più simpatico e dalla battuta pronta) Otto. "Simona scusa mi presti la gomma?" accidenti a me che la gomma la metto sempre nei posti più improbabili "Sì, comunque mi chiamo Michela" lo ripete un po' scocciata questa volta, ma già si stava abituando in realtà a sopportare questa mia attitudine a dimenticare le cose. Passa qualche giorno e mi ritrovo iscritta a fare il coro per lo spettacolo di teatro della scuola, dopo le istruzioni della prof, mi metto a chiacchierare con Alex in un angolo "Ciao! Anche voi qui?" a parlare è stata una ragazzina coi capelli scuri legati in una coda alta "Eh già.. - silenzio carico d'imbarazzo -come vi chiamate?" le rispondo, la bionda accanto a lei strabuzza gli occhi e mi guarda come se venissi da Plutone, ma continua a stare in silenzio . "Io sono Erica e lei è Marta" strette di mano intrecciate mentre io e Alessandra ci presentiamo a nostra; poi prendo di nuovo in mano il discorso e gli chiedo di quale classe erano al che la bionda sta per dirmi che sono davvero un idiota ma se lo tiene per sè ed io gliene sono grata "Veramente siamo nella stessa classe sai?" risponde Erica iniziando a scrivere sotto la foto di quel momento prima figura di merda di Jess. Però è stato diverte, ammettiamolo. In ogni caso, mie piccole PPP, questo era solo per ricordare come cinque anni fa ci siamo conosciute ed abbiamo dato vita inconsapevolmente a quella che sarebbe diventata poi la più bella amicizia della mia vita, siete parte di me.
*Più o meno, non pretendete così tanto dalla mia memoria già breve di suo! Comments (6)
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